Che cosa somiglia alla tomba ma non lo è
Cadere sempre in una buca, poi dire: “ok, questa non è la tua tomba, esci da questa buca”, uscire dalla buca che non è la tomba, cadere di nuovo in un’altra buca, dire: “ok, anche questa non è la tua tomba, esci da questa buca”, uscire da quella buca, cadere in un’altra ancora; a volte cadere in una buca dentro un’altra buca, o in molte buche dentro altre buche, uscirne una dopo l’altra, poi cadere di nuovo, dire: “questa non è la tua tomba, esci dalla buca”; a volte essere spinto, dire: “non puoi spingermi in questa buca, non è la mia tomba”, e uscirne con sfida, poi cadere di nuovo in una buca senza che nessuno spinga; a volte cadere in un insieme di buche dalla struttura prevedibile, ideologica, e da tempo scavate, cadere spesso in questo insieme di buche strutturali e impersonali; a volte cadere in buche insieme ad altre persone, dire insieme: “questa non è la nostra fossa comune, usciamo da questa buca”, e uscirne insieme, mani e gambe e braccia e scale umane degli uni per gli altri per uscire dalla buca che non è la fossa comune ma da cui si può uscire solo insieme; a volte il cadere volontariamente in una buca che non è la tomba, perché è più facile che non cadere affatto, ma poi, una volta dentro, rendersi conto che non è la tomba, e uscirne alla fine; a volte cadere in una buca e languire lì per giorni, settimane, mesi, anni, perché, pur non essendo la tomba, è comunque molto difficile da scalare, e sai che dopo questa buca ce n’è solo un’altra, e un’altra ancora; a volte osservare il paesaggio di buche e desiderare una buca finale di alta qualità; a volte pensare a chi è caduto in buche che non sono tombe, ma forse sarebbe meglio se lo fossero; a volte contemplare troppo ardentemente la buca finale, cercando di evitare quelle provvisorie; a volte cadere e rialzarsi con perfetta fortezza, dicendo: “guarda con quale abilità e spirito mi rialzo da ciò che somiglia alla tomba ma non lo è!”